Spedizione gratuita in Italia per ordini superiori a €50 🚚

Il Sole vs la Piastra: cosa rovina davvero i capelli? La scienza del danno UV

Quando pensiamo ai capelli danneggiati, la prima cosa che ci viene in mente è spesso la piastra. Temperature che possono superare i 200 °C, passaggi ripetuti sulle lunghezze e quella sensazione di capelli improvvisamente più lisci, lucidi e disciplinati hanno reso gli strumenti a caldo uno dei principali “nemici” della fibra capillare.

Eppure esiste un’altra fonte di stress a cui sottoponiamo i capelli molto più a lungo e molto più frequentemente di quanto immaginiamo: il sole.

Una giornata in spiaggia può significare diverse ore di esposizione alla radiazione solare. E, a differenza della piastra, il sole non agisce soltanto attraverso il calore. I raggi ultravioletti provocano infatti reazioni fotochimiche che possono modificare proteine, lipidi e pigmenti presenti nella fibra capillare.

Ma questo significa che il sole rovina i capelli più della piastra?

La risposta scientificamente corretta è: non esiste un vincitore assoluto. Piastra e radiazione solare provocano danni differenti, attraverso meccanismi differenti. Una piastra può generare uno stress termico molto intenso e localizzato in pochi secondi, mentre il sole può sottoporre il capello a un’esposizione prolungata e ripetuta.

Ed è proprio questa differenza a rendere interessante la domanda.

Sole e piastra non danneggiano i capelli nello stesso modo

Per capire cosa succede davvero ai capelli, bisogna prima distinguere il tipo di energia a cui vengono sottoposti.

La piastra trasferisce calore direttamente alla fibra. Quando la temperatura aumenta, l’acqua contenuta nel capello evapora e, oltre determinate temperature, possono verificarsi modificazioni strutturali delle proteine che costituiscono la fibra.

Uno studio sperimentale pubblicato su Journal of Cosmetic Science ha analizzato proprio gli effetti della piastra sulla struttura del capello. I ricercatori hanno osservato modificazioni della cheratina, trasformazioni della struttura proteica e una maggiore fragilità durante la pettinatura dopo lo stress termico. Lo studio sottolinea inoltre che le piastre possono operare a temperature superiori ai 200 °C, sufficienti a provocare una significativa degradazione della cheratina.

Un’altra ricerca sperimentale, condotta su capelli vergini, ha osservato attraverso microscopia elettronica e analisi termiche alterazioni della cuticola dopo l’esposizione a strumenti termici. Gli autori hanno evidenziato anche modificazioni della struttura della cheratina e perdita di proteine.

Il sole funziona in modo diverso.

La radiazione ultravioletta non deve raggiungere temperature di centinaia di gradi per danneggiare il capello. L’energia della radiazione può innescare processi fotochimici e ossidativi all’interno della fibra.

In altre parole, la piastra danneggia soprattutto attraverso il calore; il sole attraverso la radiazione e l’ossidazione, oltre al contributo del calore ambientale.

Non è quindi scientificamente corretto dire semplicemente che “il sole rovina più della piastra”. È più corretto chiedersi quale sia il tipo di esposizione, quanto sia intensa, quanto duri e in quali condizioni si trovi già il capello.

Un capello vergine esposto occasionalmente al sole non è nella stessa situazione di un capello decolorato sottoposto quotidianamente a piastra e successivamente esposto per ore alla radiazione solare.

Cosa fanno davvero i raggi UV alla fibra del capello?

Cosa fanno i raggi UV ai capelli: esposizione solare e danni alla fibra capillare, raggi UVA e UVB, capelli secchi e disidratati, cuticola danneggiata, perdita di lucentezza, capelli fragili, sfibrati e crespi, foto-ossidazione della fibra capillare, degradazione delle proteine del capello e alterazione della melanina, protezione solare dei capelli, haircare estivo, cura dei capelli al mare e prevenzione dei danni causati dal sole.

Il capello è una struttura biologicamente non vivente una volta emersa dal follicolo, ma questo non significa che sia chimicamente inerte.

La fibra è costituita principalmente da cheratina e presenta una struttura gerarchica nella quale la cuticola esterna svolge una funzione protettiva nei confronti della corteccia interna.

La radiazione UV può compromettere questa struttura attraverso processi foto-ossidativi.

Uno studio pubblicato sul Journal of Photochemistry and Photobiology B: Biology ha esposto diversi tipi di capelli alla radiazione UV e alla luce solare, analizzando successivamente perdita di proteine e variazioni di colore. I ricercatori hanno osservato un aumento significativo della perdita proteica dopo l’irradiazione e cambiamenti cromatici in tutti i tipi di capelli analizzati. Lo studio ha inoltre rilevato un effetto particolarmente marcato della componente UVB rispetto alla radiazione UVA più luce visibile nelle condizioni sperimentali utilizzate.

Questo è importante perché aiuta a spiegare alcuni fenomeni che riconosciamo facilmente dopo l’estate: capelli più ruvidi, meno lucidi, più difficili da gestire e, in alcuni casi, più fragili.

Il danno non è quindi semplicemente una questione di “capello disidratato”.

La radiazione può coinvolgere le proteine della fibra e i pigmenti responsabili del colore, mentre l’esposizione UV è stata associata anche alla riduzione di componenti lipidiche della superficie capillare.

Una ricerca pubblicata su Annals of Dermatology, utilizzando microscopia elettronica e analisi dei lipidi, ha osservato alterazioni della superficie della cuticola e una riduzione dei lipidi dopo esposizione a UVA e UVB. Con l’aumentare dell’energia irradiata aumentava anche il danno superficiale.

È quindi più corretto immaginare il danno solare come un processo progressivo:

radiazione UV → reazioni foto-ossidative → alterazione di proteine, pigmenti e lipidi → superficie più ruvida e fibra più vulnerabile.

E questo spiega perché un capello esposto al sole per diverse ore non necessariamente “si brucia” come farebbe una superficie sottoposta a una fonte di calore diretta, ma può comunque subire un deterioramento progressivo.

Perché i capelli biondi e decolorati sono particolarmente vulnerabili?

Non tutti i capelli reagiscono allo stesso modo alla radiazione solare.

Uno dei motivi riguarda proprio il pigmento.

La melanina presente nella fibra capillare non serve soltanto a determinare il colore. I pigmenti possono anche assorbire parte della radiazione e contribuire alla protezione fotochimica delle proteine del capello.

La ricerca sulla fotodegradazione dei capelli ha evidenziato che i cambiamenti di colore indotti dalla radiazione risultano più pronunciati nei capelli chiari rispetto a quelli più scuri.

Questo aiuta a comprendere perché, dopo una lunga estate, un capello biondo possa apparire ancora più chiaro, mentre un capello castano o nero può mostrare variazioni meno evidenti.

Ma c’è un secondo problema: la decolorazione.

Un capello decolorato ha già subito un trattamento chimico capace di modificare profondamente la struttura della fibra. La decolorazione agisce attraverso processi ossidativi che alterano la melanina e possono compromettere la struttura proteica e la cuticola.

Se a questa fibra già stressata aggiungiamo settimane di sole, mare, lavaggi frequenti e styling termico, non stiamo semplicemente aggiungendo un altro fattore isolato. Stiamo accumulando diversi stress sulla stessa struttura.

Per questo un capello decolorato può risultare particolarmente ruvido e fragile dopo l’estate.

Non è necessariamente perché “il sole ha bruciato il capello”, ma perché una fibra già compromessa ha meno margine per tollerare ulteriori aggressioni ambientali.

Perché dopo le vacanze i capelli sembrano “paglia”?

È una delle sensazioni più comuni dopo l’estate: il capello sembra più secco, ruvido, gonfio, opaco e difficile da pettinare.

Ma attribuire tutto al sole sarebbe una semplificazione.

Durante una giornata estiva, infatti, il capello può essere sottoposto contemporaneamente a radiazione UV, calore, vento, acqua salata, cloro, sudore, lavaggi frequenti e asciugature.

Il risultato è un vero e proprio effetto cumulativo.

L’acqua salata e il cloro possono modificare le condizioni superficiali della fibra, mentre lavaggi frequenti e manipolazioni ripetute aumentano lo stress meccanico. Il sole aggiunge invece la componente foto-ossidativa.

La ricerca sui danni UV ha osservato alterazioni della cuticola, perdita di lipidi e modificazioni della fibra proporzionali all’esposizione.

Il risultato cosmetico può essere percepito come “secchezza”, ma la parola secco non descrive necessariamente un unico meccanismo.

Una superficie capillare più ruvida riflette la luce in modo meno uniforme e può apparire meno brillante. Una cuticola più alterata può inoltre rendere il capello più difficile da pettinare e più incline al crespo.

Ecco perché dopo le vacanze il problema non dovrebbe essere affrontato soltanto aggiungendo “più idratazione”. Se vuoi approfondire le cause, i segnali e la gestione delle lunghezze disidratate, leggi anche la nostra guida completa ai capelli secchi.

Perché il colore dei capelli cambia al sole?

Hai mai notato che dopo l’estate i capelli sembrano naturalmente più chiari?

Non è soltanto una sensazione.

La radiazione solare può provocare la degradazione fotochimica dei pigmenti presenti nel capello, un fenomeno spesso indicato come fotodecolorazione o photobleaching.

Lo studio che ha confrontato capelli castani, biondi e rossi ha rilevato cambiamenti significativi del colore dopo esposizione a radiazione UV e luce solare, con effetti più pronunciati nei capelli chiari.

La melanina assorbe parte della radiazione e può contribuire alla protezione della fibra, ma l’esposizione prolungata può comunque alterare i pigmenti.

Ed è qui che emerge una differenza importante tra capelli naturali e capelli colorati.

Nel capello trattato chimicamente, il colore presente nella fibra può essere già più vulnerabile. L’esposizione solare può quindi contribuire alla perdita di intensità e alla variazione della tonalità percepita.

Per questo proteggere i capelli dal sole non significa soltanto cercare di evitare la sensazione di secchezza.

Per chi porta una colorazione, significa anche cercare di preservare il più possibile l’aspetto e la brillantezza del colore.

Esiste davvero una “protezione solare” per capelli?

Qui bisogna fare una distinzione importante rispetto alla pelle.

Per la pelle utilizziamo prodotti solari con un sistema di protezione regolamentato e indicato attraverso valori come SPF. Per i capelli non esiste un equivalente universale dello SPF che permetta di confrontare automaticamente tutti i prodotti.

Esistono però ingredienti cosmetici capaci di assorbire determinate lunghezze d’onda UV.

Tra questi troviamo il Benzophenone-4, un filtro UV autorizzato nell’Unione Europea. La letteratura scientifica ha studiato l’utilizzo di filtri UV nelle formulazioni per capelli e ha osservato che alcuni filtri, tra cui i benzofenoni, possono contribuire alla protezione del colore e della morfologia della fibra durante l’esposizione alla luce.

Questo non significa però che qualunque prodotto contenente un filtro UV equivalga a una crema solare SPF 50 applicata sulla pelle.

La quantità dell’ingrediente, il modo in cui viene formulato il prodotto, il tempo di permanenza sui capelli, la quantità applicata e il tipo di esposizione sono tutti fattori importanti.

Per questo la strategia più affidabile rimane combinare protezione fisica, gestione dell’esposizione e una routine cosmetica che mantenga la fibra in buone condizioni.

Un cappello, soprattutto nelle esposizioni prolungate, resta quindi una misura molto semplice e concreta. E attenzione: la protezione dei capelli non sostituisce mai quella del cuoio capelluto, che è pelle e deve essere protetto dalla radiazione solare con le modalità appropriate.

La routine anti-danno solare: come proteggere i capelli prima, durante e dopo l’esposizione

La routine anti-danno UV per i tuoi capelli: protezione dei capelli dai raggi UVA e UVB, cura della fibra capillare durante l’esposizione al sole, capelli protetti dai danni solari, prevenzione di secchezza, disidratazione, crespo e fragilità, protezione della cuticola, mantenimento di morbidezza, lucentezza e idratazione, haircare estivo, routine capelli al mare, cura dei capelli dopo il sole, protezione solare capelli, cosmetici per capelli danneggiati dal sole.

Se il sole può alterare la struttura della fibra capillare, favorire l’ossidazione dei suoi componenti e contribuire alla perdita di lipidi e pigmenti, la protezione dei capelli non dovrebbe iniziare soltanto quando diventano secchi.

Dovrebbe iniziare molto prima.

L’obiettivo di una buona routine estiva non è “riparare” magicamente il danno provocato dai raggi UV, ma limitare l’accumulo degli stress a cui il capello viene sottoposto e mantenere la fibra nelle migliori condizioni cosmetiche possibili.

Per questo, dopo sole, mare o piscina, può essere utile seguire una routine completa per capelli secchi e crespi pensata per detergere le lunghezze, migliorarne la morbidezza e renderle più facili da gestire dopo gli stress tipici dell’estate.

Questo significa intervenire in tre momenti: dopo l’esposizione, durante il lavaggio e nella gestione delle lunghezze.

La routine può quindi essere affrontata come un percorso unico, invece di scegliere prodotti scollegati in base al singolo sintomo: prima la detersione, poi il trattamento condizionante e infine la gestione delle lunghezze e dello styling.

Dopo il sole: prima di tutto, elimina ciò che è rimasto sui capelli

Dopo una giornata in spiaggia, il capello non porta con sé soltanto gli effetti della radiazione solare.

Sulla superficie possono rimanere salsedine, sabbia, sudore e residui dei prodotti utilizzati durante la giornata. Se invece hai trascorso il pomeriggio in piscina, entra in gioco anche il contatto con l’acqua clorata.

Per questo il primo passaggio della routine dopo l’esposizione dovrebbe essere una detersione efficace ma rispettosa della fibra.

È qui che può avere senso OLIVER – Olio Lavante Capelli e Corpo all’Olio d’Oliva.

La sua caratteristica più interessante per l’estate è proprio la possibilità di utilizzarlo come detergente dopo mare e piscina: la formulazione è pensata per rimuovere salsedine, sabbia, cloro e residui di prodotti solari, mentre la presenza di componenti di origine oleosa contribuisce a lasciare una sensazione più confortevole sulla pelle e sui capelli.

Ed è un vantaggio molto concreto quando si è in vacanza. Dopo una giornata trascorsa al sole, infatti, l’ultima cosa che molti capelli desiderano è una routine complicata composta da numerosi prodotti diversi.

OLIVER può essere utilizzato sia sui capelli sia sul corpo, trasformando il momento della doccia post-mare in un unico gesto di detersione. È il prodotto da portare in valigia quando la giornata prevede sole, mare o piscina.

Non perché possa “riparare” i danni UV — un detergente non può ricostruire una fibra già danneggiata — ma perché permette di affrontare il primo problema della routine post-esposizione: rimuovere ciò che si è accumulato durante la giornata prima di passare al trattamento.

E questo passaggio è particolarmente importante quando il capello è già stato sottoposto a molte ore di sole.

Dopo il sole, la fibra ha bisogno di tornare morbida

Una delle conseguenze cosmeticamente più evidenti dell’esposizione estiva è quella sensazione che conosciamo bene: capelli ruvidi, opachi, che si annodano più facilmente e sembrano quasi “paglia”.

Come abbiamo visto, la radiazione UV può contribuire ad alterare la superficie della fibra e i suoi componenti lipidici. Se a questo aggiungiamo vento, sale, cloro e lavaggi frequenti, la superficie del capello può diventare progressivamente meno scorrevole.

Ed è proprio qui che entra in gioco il secondo passaggio della routine: il condizionamento.

MINT Maschera Capelli Menta Rinfrescante è pensata per restituire ai capelli una sensazione di morbidezza, freschezza e maggiore facilità di districamento dopo la detersione.

La formula contiene ingredienti con funzione umettante, condizionante ed emolliente, tra cui glicerina, aloe vera, estratto di semi di lino, miele e olio di mandorle dolci, insieme a mentolo e olio di menta piperita che contribuiscono alla caratteristica sensazione rinfrescante del prodotto.

Ed è proprio questa combinazione a renderla interessante dopo una giornata estiva.

Immagina la situazione: hai trascorso ore al sole, hai fatto il bagno, i capelli sono pieni di sale e quando finalmente li lavi sembrano più ruvidi del solito. Il problema a quel punto non è semplicemente “idratarli”. È farli tornare morbidi, scorrevoli e facilmente districabili, riducendo la necessità di tirare e manipolare una fibra che potrebbe essere già stressata.

C’è poi un dettaglio formulativo particolarmente interessante. Nell’INCI di MINT compare Benzophenone-4, un filtro UV utilizzato nei cosmetici e studiato anche nell’ambito della protezione della fibra capillare dalla radiazione.

Nella routine può offrire un trattamento condizionante e rinfrescante da utilizzare dopo la detersione, particolarmente piacevole quando i capelli sono stati sottoposti agli stress tipici dell’estate.

Il problema nascosto: dopo il sole, rischi di danneggiare ancora di più i capelli con la piastra

C’è però un’altra conseguenza dell’esposizione solare di cui si parla molto meno. Quando i capelli diventano più ruvidi e crespi, spesso cerchiamo di correggere immediatamente l’effetto estetico.

Li asciughiamo più a lungo. Usiamo la spazzola con maggiore tensione. Passiamo la piastra. E magari ripetiamo tutto il giorno successivo. È così che può instaurarsi un piccolo circolo vizioso:

esposizione solare → fibra più ruvida → maggiore crespo → più styling → maggiore esposizione al calore → ulteriore stress della fibra.

Per interromperlo non basta parlare di protezione dal sole. Bisogna anche rendere i capelli più facili da gestire senza ricorrere continuamente al calore. È in questa fase che può essere inserito OIL NON OIL Gel Fluido Anticrespo Disciplinante Leggero.

Il suo vantaggio non è quello di essere un semplice “olio”. La texture è studiata per lasciare i capelli più disciplinati e controllare l’effetto crespo senza l’aspetto pesante o rigido tipico di alcuni prodotti di styling.

Per chi trascorre molto tempo al sole, questo può avere un’utilità pratica precisa: rendere le lunghezze più gestibili anche quando la fibra è diventata più ruvida e ribelle. Inoltre ha una funzione di protezione termica durante l’utilizzo di strumenti di styling. Questo non significa che il prodotto renda la piastra innocua ma significa che, quando lo styling è necessario, può diventare un passaggio aggiuntivo per preparare il capello prima dell’utilizzo del calore.

E c’è una logica importante dietro questa scelta. Se dopo una giornata di sole il capello appare crespo, la soluzione migliore non dovrebbe essere automaticamente “più piastra”. Prima si può provare a migliorare la condizione cosmetica della fibra, renderla più disciplinata e ridurre la necessità di sottoporla nuovamente a temperature elevate.

Sole o piastra: quindi cosa rovina davvero di più i capelli?

A questo punto possiamo tornare alla domanda iniziale.

Il sole non è semplicemente una “piastra naturale”, e la piastra non è semplicemente un’esposizione solare più intensa.

Sono due forme di stress differenti.

La piastra trasferisce alla fibra una quantità di calore molto elevata e concentrata. Studi sperimentali hanno documentato modificazioni della cheratina e della cuticola associate all’esposizione termica, soprattutto alle temperature elevate tipiche degli strumenti di stiratura.

Il sole agisce invece attraverso la radiazione UV e processi foto-ossidativi che possono contribuire alla degradazione di proteine, lipidi e pigmenti. Studi sperimentali hanno osservato perdita proteica, alterazioni della superficie e variazioni cromatiche dopo esposizione UV e solare.

Perciò la domanda “sole o piastra, quale è peggio?” non ha una risposta universale.

Una piastra utilizzata occasionalmente a temperatura controllata non equivale a una piastra utilizzata ogni giorno su capelli decolorati.

Allo stesso modo, una breve esposizione solare non equivale a settimane di vacanza trascorse quotidianamente sotto il sole, tra mare, piscina, vento e lavaggi frequenti.

La variabile più importante è quindi l’esposizione cumulativa e lo stato di partenza della fibra.

Ed è forse questa la parte più importante da ricordare.

Non dobbiamo avere paura del sole.

Dobbiamo capire che anche il sole è uno degli stress ambientali a cui sottoponiamo i nostri capelli e che, come accade con la piastra, il danno diventa più rilevante quando l’esposizione è intensa, frequente e si somma ad altri fattori.

Dopo sole, mare o piscina, scopri il Sun Repair Kit per una routine completa dedicata a lunghezze secche e crespe.

La vera protezione dei capelli in estate non è un singolo prodotto

La ricerca scientifica ci mostra che il danno UV ai capelli è reale, ma ci mostra anche quanto sia semplicistico ridurre tutto a “capelli secchi”.

La radiazione può influenzare la struttura proteica, la superficie, i lipidi e i pigmenti della fibra. La piastra, invece, introduce uno stress termico intenso che può modificare la cheratina e la cuticola.

Per questo una strategia intelligente non consiste nel cercare un unico prodotto miracoloso.

Consiste nel ridurre l’esposizione diretta quando possibile, utilizzare protezioni fisiche come il cappello durante le esposizioni prolungate, evitare temperature eccessive e styling termici inutili, detergere i capelli in modo adeguato dopo mare e piscina e utilizzare trattamenti condizionanti che mantengano la fibra morbida, pettinabile e meno soggetta a stress meccanico.

È proprio su questa filosofia che si basa una routine estiva completa: detergere i capelli dopo mare o piscina, trattare le lunghezze stressate e renderle più morbide e gestibili senza ricorrere inutilmente a ulteriore calore.

E soprattutto, senza confondere una cosa con l’altra: un cosmetico può aiutare a mantenere e proteggere la qualità cosmetica della fibra, ma nessun prodotto per capelli dovrebbe essere considerato un sostituto della protezione del cuoio capelluto dal sole.

Dopo tutto, la domanda iniziale aveva una risposta molto più interessante di un semplice “sole” o “piastra”.

Il vero problema non è quale dei due sia il nemico numero uno. È quanto stress accumuliamo sulla stessa fibra senza darle la possibilità di essere mantenuta e protetta adeguatamente.

Fonti

Lima CRRC et al., Heat-damaged evaluation of virgin hair, ha analizzato sperimentalmente gli effetti degli strumenti termici sulla cuticola e sulla corteccia del capello, documentando alterazioni della struttura proteica e danni osservabili al microscopio.

Zhou Y et al., The effect of various cosmetic pretreatments on protecting hair from thermal damage by hot flat ironing, Journal of Cosmetic Science, ha studiato il danno provocato dalla piastra calda e gli effetti di trattamenti cosmetici protettivi sulla cheratina, sulla ritenzione dell’acqua e sulla rottura durante la pettinatura.

Rele AS e Mohile RB, Hair color changes and protein damage caused by ultraviolet radiation, ha studiato gli effetti della radiazione UV e della luce solare su capelli di differenti colori, rilevando perdita proteica e variazioni cromatiche, più marcate nei capelli chiari.

The Ethnic Differences of the Damage of Hair and Integral Hair Lipid after Ultra Violet Radiation, pubblicato su Annals of Dermatology, ha analizzato attraverso microscopia e analisi lipidica le modificazioni della superficie e dei lipidi del capello dopo esposizione UVA e UVB.

UV filters for hair protection ha studiato diversi filtri UV utilizzabili nelle formulazioni cosmetiche per capelli e il loro effetto sulla protezione del colore e della morfologia della fibra.

Articolo precedente
Capelli Secchi: La Guida Scientifica Completa alle Cause, ai Rimedi e alla Routine Ideale
Articolo successivo
Come leggere l’INCI di shampoo, creme e cosmetici: cosa puoi davvero capire dagli ingredienti

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sblocca i segreti della bellezza naturale

Entra nel mondo Natù e scopri trattamenti naturali per capelli e skincare. Ricevi consigli esclusivi, novità sui prodotti e offerte speciali pensate per la tua routine di bellezza.

You have been successfully Subscribed! Ops! Something went wrong, please try again.