pH del cuoio capelluto: quanto conta davvero quando scegli uno shampoo?
Quando si parla di shampoo, il pH viene spesso trasformato in una scorciatoia: più è acido, meglio è; senza solfati significa automaticamente più delicato; se i capelli sono grassi serve uno shampoo molto sgrassante.
Il problema è che queste semplificazioni possono portare a scegliere il prodotto sbagliato.
Il pH è un parametro importante, ma non può essere valutato da solo. Non basta conoscere un numero per capire se uno shampoo è adatto alla propria cute: contano anche il sistema detergente, la frequenza di utilizzo, lo stato della cute e l’obiettivo del trattamento.
In questo articolo analizziamo 7 falsi miti sul pH, sulla detersione e sulla scelta dello shampoo, per capire quali informazioni sono davvero utili e quali, invece, rischiano solo di creare confusione.
7 falsi miti sul pH e sulla scelta dello shampoo
Mito 1: “Più uno shampoo è acido, meglio è.”
Un pH leggermente acido può essere compatibile con la fisiologia della cute, ma un valore più basso non rende automaticamente uno shampoo migliore.
Uno shampoo va valutato nel suo insieme. Tensioattivi, sistema detergente, ingredienti condizionanti e destinazione d’uso influenzano il modo in cui il prodotto si comporta sulla cute e sui capelli.
Il punto non è quindi cercare lo shampoo più acido possibile, ma una formulazione adatta al proprio utilizzo e alle esigenze della cute.
Mito 2: “Gli shampoo senza solfati hanno sempre un pH migliore.”
La presenza o l’assenza dei solfati non determina il pH di uno shampoo.
Sono due caratteristiche diverse: i solfati appartengono alla categoria dei tensioattivi detergenti, mentre il pH viene regolato separatamente durante la formulazione.
Per questo uno shampoo senza solfati non è automaticamente più adatto alla cute, così come la presenza di solfati non permette, da sola, di stabilire quanto un prodotto sia delicato.
Per scegliere uno shampoo bisogna guardare la formulazione e il suo utilizzo, non una singola caratteristica.
Mito 3: “Se uno shampoo ha un pH fisiologico, va bene per qualsiasi cute.”
Un pH vicino a quello fisiologico della cute non è una garanzia assoluta di compatibilità.
Una cute con eccesso di sebo, una cute con desquamazione o una cute particolarmente sensibile possono avere esigenze diverse. Anche la frequenza di utilizzo e il tipo di detergenza incidono sulla risposta della cute.
Il pH può essere un elemento utile da considerare, ma non sostituisce la valutazione dell’intera formulazione e dell’obiettivo per cui si utilizza il prodotto.
Mito 4: “Lavare spesso i capelli altera sempre il pH.”
Lavare spesso i capelli non modifica automaticamente il pH della cute in modo problematico.
Il punto è come viene effettuata la detersione e di cosa ha bisogno il cuoio capelluto. Una cute che produce molto sebo può richiedere lavaggi più frequenti rispetto a una cute secca, ma aumentare i lavaggi non significa necessariamente dover utilizzare prodotti sempre più sgrassanti.
Frequenza e aggressività della detersione sono due cose diverse.
Mito 5: “Uno shampoo alcalino rovina sempre i capelli.”
Dipende dal prodotto e dal suo utilizzo.
Nella normale routine di detersione, il pH è uno degli elementi presi in considerazione per formulare prodotti compatibili con cute e capelli.
Esistono però trattamenti tecnici, come colorazioni e decolorazioni, che utilizzano volutamente un ambiente più alcalino per permettere specifiche trasformazioni della fibra capillare.
Il problema, quindi, non è semplicemente “acido contro alcalino”, ma utilizzare un prodotto coerente con la funzione per cui è stato formulato.
Mito 6: “Il pH è l’unico valore che conta quando si sceglie uno shampoo”
Il pH è solo una parte della formulazione.
Due shampoo possono avere valori di pH simili ma comportarsi in modo diverso perché utilizzano sistemi detergenti, ingredienti condizionanti e componenti funzionali differenti.
Per questo conoscere il pH può essere utile, ma non basta per stabilire se un prodotto sarà adatto alla propria routine.
Se vuoi approfondire il rapporto tra pH, barriera cutanea e microbioma del cuoio capelluto, leggi la nostra Scalp Microbiome: guida completa alla salute del cuoio capelluto.
Mito 7: “Se ho la cute grassa devo usare lo shampoo più sgrassante possibile”


Quando la cute tende a produrre molto sebo, la soluzione non è necessariamente aumentare sempre l’intensità della detersione.
Sebo, residui di styling e impurità possono accumularsi sulla superficie della cute, ma questo non significa che ogni lavaggio debba essere estremamente aggressivo.
In alcuni casi può essere più utile lavorare sulla routine prima dello shampoo, preparando la cute alla successiva detersione. Per questo puoi inserire un olio pre-shampoo purificante, come Purify Oil, da utilizzare prima del lavaggio per aiutare a sciogliere l’accumulo di sebo e impurità e rendere più mirata la fase successiva di detersione.
L’obiettivo non dovrebbe essere “sgrassare il più possibile”, ma costruire una routine coerente con le condizioni della propria cute.
Conclusione: il pH è un dato utile, non un criterio assoluto
Il pH può aiutare a comprendere meglio come è formulato un prodotto, ma non dovrebbe diventare l’unico criterio con cui scegliere uno shampoo.
Uno shampoo senza solfati non è automaticamente più delicato, uno shampoo molto acido non è automaticamente migliore e una cute grassa non richiede necessariamente una detersione sempre più aggressiva.
La scelta più utile parte dalle esigenze della cute e dalla funzione del prodotto all’interno della routine.
Parti dalla condizione della cute: scopri le routine Natù e scegli solo i prodotti coerenti con le tue esigenze.
Domande frequenti sul pH del cuoio capelluto
Qual è il pH ideale di uno shampoo?
Non esiste un unico valore ideale valido per qualsiasi shampoo e per qualsiasi esigenza.
Per i prodotti destinati alla normale detersione, le formulazioni vengono generalmente sviluppate tenendo conto della fisiologia della cute e della fibra capillare. Tuttavia, un singolo valore di pH non è sufficiente per stabilire se uno shampoo sia migliore di un altro.
Il pH va quindi considerato insieme al sistema detergente, alla funzione del prodotto e alle caratteristiche della propria cute.
Come posso sapere il pH del mio shampoo?
Purtroppo il valore del pH non è obbligatorio in etichetta e molti produttori non lo riportano sulla confezione.
Se desideri conoscerlo puoi:
- consultare la scheda tecnica del prodotto, se disponibile;
- contattare direttamente il produttore;
- utilizzare apposite cartine tornasole o un pH metro elettronico, strumenti che permettono di misurare il pH di una soluzione.
È importante ricordare che conoscere il pH è utile, ma non basta da solo per valutare la qualità di uno shampoo. Anche la scelta dei tensioattivi, degli agenti condizionanti e degli ingredienti funzionali influisce sulle prestazioni e sulla delicatezza del prodotto.
Tabella del pH: come interpretare i valori dei prodotti per capelli
Il pH dei prodotti per capelli può variare in base alla formulazione e alla funzione per cui sono stati sviluppati.
La tabella seguente serve come riferimento orientativo: non deve essere utilizzata per stabilire automaticamente se un prodotto è “buono” o “cattivo” solo in base al suo valore di pH.
Poi mantieni la tabella.
| Prodotto | pH indicativo | Effetto su cute e capelli |
|---|---|---|
| Acqua distillata | 7,0 | Neutra, non altera significativamente il pH se utilizzata occasionalmente. |
| Acqua di rubinetto | 6,5 – 8,5 | Il pH varia in base alla zona e al trattamento dell’acqua. |
| Cuoio capelluto sano | 4,5 – 5,5 | Ambiente fisiologico che favorisce il microbioma e la funzione barriera. |
| Capello sano (cuticola) | 3,7 – 5,5 | La leggera acidità aiuta a mantenere la cuticola compatta e liscia. |
| Shampoo delicato / professionale | 4,5 – 5,5 | Rispetta il pH fisiologico della cute ed è indicato per l’uso frequente. |
| Shampoo purificante intenso | 5,5 – 6,5 | Può avere un’azione detergente più intensa; la formulazione resta il fattore decisivo. |
| Balsamo e maschera | 3,5 – 4,5 | Favoriscono la chiusura della cuticola, migliorando morbidezza e lucentezza. |
| Colorazione permanente | 9 – 10 | Ambiente alcalino necessario per aprire la cuticola e permettere la penetrazione dei pigmenti. |
| Decolorante | 10 – 11,5 | Molto alcalino; apre fortemente la cuticola per consentire la rimozione della melanina. |
| Trattamento acidificante post-colore | 2,5 – 4,0 | Aiuta a riequilibrare il pH e a richiudere le cuticole dopo il trattamento tecnico. |
Nota: I valori riportati sono indicativi e possono variare in base alla formulazione del prodotto. Il pH è uno dei fattori che influenzano la salute del cuoio capelluto, ma non è l’unico parametro da considerare nella scelta di uno shampoo o di un trattamento cosmetico.
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