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Come capire la porosità dei capelli osservandoli

Capire la porosità dei capelli non significa necessariamente affidarsi a un test trovato online. Se ti stai chiedendo perché i tuoi capelli sembrano fare fatica a bagnarsi, perché alcuni prodotti rimangono in superficie oppure perché le lunghezze diventano rapidamente secche e crespe, il loro comportamento può già offrirti molte informazioni. La porosità riguarda infatti il modo in cui la fibra capillare interagisce con l’acqua e con l’umidità, e può essere influenzata anche da trattamenti chimici e dall’usura della fibra. In questa guida vediamo quali segnali osservare durante il lavaggio, l’asciugatura e l’applicazione dei prodotti per capire meglio la tendenza della tua chioma, senza basarti esclusivamente sul famoso test del bicchiere d’acqua.

Come capire la porosità dei capelli?

Il modo più utile per orientarsi è osservare come i capelli si comportano in diverse situazioni, anziché cercare un unico test capace di fornire una risposta definitiva.

In particolare, presta attenzione a quattro aspetti:

  • quanto facilmente i capelli si bagnano;
  • quanto rapidamente perdono l’acqua durante l’asciugatura;
  • come reagiscono ai prodotti condizionanti e allo styling;
  • come cambiano quando sono esposti all’umidità.

Se questi segnali mostrano tutti una tendenza simile, puoi farti un’idea più attendibile del comportamento della fibra. La porosità, infatti, non è semplicemente un’etichetta che divide i capelli in tre categorie perfettamente definite: la struttura della fibra è complessa e può presentare differenze anche all’interno della stessa chioma. La cuticola, lo strato più esterno del capello, ha un ruolo importante nella risposta della fibra all’umidità.

Che cosa significa avere capelli a bassa, media o alta porosità?

Le espressioni bassa, media e alta porosità vengono utilizzate soprattutto come categorie pratiche per descrivere il comportamento dei capelli nei confronti dell’acqua. Non sono però una diagnosi e non indicano automaticamente se una chioma sia sana o danneggiata.

Come si comportano i capelli a bassa porosità?

Una tendenza alla bassa porosità può manifestarsi quando l’acqua sembra impiegare più tempo a bagnare completamente la fibra.

Durante il lavaggio potresti avere la sensazione che l’acqua scivoli inizialmente sulla superficie e che sia necessario più tempo perché le lunghezze risultino completamente bagnate. Anche alcuni prodotti possono sembrare più difficili da distribuire o lasciare una sensazione di accumulo quando vengono applicati in quantità elevate.

Questo comportamento non significa però che i capelli siano necessariamente secchi. È importante distinguere difficoltà a bagnarsi da mancanza di idratazione percepita: sono fenomeni che non possono essere considerati equivalenti.

Come si comportano i capelli a media porosità?

Con una porosità intermedia, i capelli possono mostrare un comportamento più equilibrato: si bagnano senza particolari difficoltà, rispondono normalmente ai prodotti e non sembrano perdere immediatamente l’acqua dopo il lavaggio.

È comunque una categoria indicativa. Non è necessario riuscire a stabilire con precisione matematica se i propri capelli siano “mediamente porosi”: l’obiettivo è capire quali caratteristiche della fibra influenzano maggiormente la tua routine.

Come si comportano i capelli ad alta porosità?

Una maggiore porosità può essere associata a una fibra che interagisce più facilmente con l’acqua e che può presentare una maggiore sensibilità agli scambi di umidità.

Nella pratica, le lunghezze possono bagnarsi rapidamente, ma possono anche perdere rapidamente la sensazione di morbidezza e diventare più facilmente crespe o difficili da gestire.

Una maggiore porosità può essere una caratteristica della fibra oppure essere associata a modificazioni provocate da trattamenti cosmetici. Decolorazione, trattamenti chimici e calore possono infatti alterare la cuticola e aumentare la porosità della fibra.

Come si comportano i capelli quando li bagni?

Capelli umidi che assorbono molta acqua, ciocche bagnate e appesantite dall’acqua, capelli ad alta porosità dopo il lavaggio, fibra capillare che assorbe rapidamente l’acqua, capelli porosi e idratati, struttura del capello umido, assorbimento dell’acqua nei capelli, cura e idratazione dei capelli.

Il momento del lavaggio è uno dei più semplici per osservare la risposta della fibra.

Quando inizi a bagnare i capelli, non limitarti a chiederti se diventano semplicemente “bagnati”. Osserva quanto rapidamente l’acqua riesce a distribuirsi sulle lunghezze.

Se l’acqua sembra rimanere sulla superficie e le lunghezze impiegano tempo prima di essere completamente impregnate, questo comportamento può essere compatibile con una minore permeabilità della fibra.

Se invece l’acqua viene assorbita rapidamente e i capelli cambiano consistenza quasi immediatamente, può esserci una maggiore interazione della fibra con l’acqua.

È però importante non trasformare questa osservazione in una prova matematica. La densità dei capelli, il loro spessore, la presenza di prodotti sulla superficie e la modalità con cui viene distribuita l’acqua possono influenzare ciò che percepisci.

Quanto tempo impiegano i capelli ad asciugarsi?

Anche l’asciugatura può aiutarti a riconoscere una tendenza, soprattutto se osservi il comportamento della chioma più volte nelle stesse condizioni.

Una chioma che rimane umida a lungo può essere compatibile con una minore facilità di scambio dell’acqua. Al contrario, capelli che sembrano perdere rapidamente l’acqua possono mostrare un comportamento differente.

Ma anche in questo caso il tempo di asciugatura non è sufficiente da solo. Lunghezza, quantità di capelli, diametro della fibra, temperatura dell’ambiente e metodo di asciugatura possono modificarlo sensibilmente.

Per questo è più utile chiedersi se l’asciugatura conferma ciò che hai già osservato durante il lavaggio.

Cosa ti dicono i prodotti sul comportamento dei capelli?

La risposta ai prodotti è probabilmente uno dei segnali più utili perché puoi osservarla direttamente nella tua routine.

Se balsamo, maschera o leave-in sembrano rimanere facilmente sulla superficie e una quantità relativamente piccola è sufficiente a rendere i capelli pesanti, potrebbe esserci una tendenza a una minore porosità.

Se invece i capelli sembrano assorbire rapidamente il prodotto ma tornano presto ruvidi, secchi o crespi, il comportamento può essere compatibile con una fibra più porosa o alterata.

Questo non significa che il prodotto sia necessariamente “troppo leggero” o “troppo pesante”. La sensazione finale dipende anche dalla formulazione, dalla quantità utilizzata e dalle condizioni della fibra.

Per questo è più corretto utilizzare la risposta ai prodotti come un indizio da combinare con gli altri, non come un test indipendente.

Cosa succede ai capelli quando c’è molta umidità?

L’umidità ambientale è un altro momento utile per osservare il comportamento della fibra.

Se in una giornata umida i capelli tendono rapidamente a gonfiarsi, perdere definizione o diventare crespi, significa che la fibra sta rispondendo in modo evidente alle variazioni di umidità dell’ambiente.

La relazione tra capello e umidità è complessa: la fibra assorbe acqua dall’ambiente e la sua struttura può modificarsi in risposta a questo assorbimento. La ricerca sulla fibra capillare mostra infatti che cuticola e corteccia partecipano ai processi di assorbimento e gestione dell’umidità.

Per questo motivo, osservare cosa accade in condizioni di elevata umidità può essere più informativo del semplice risultato di un test domestico.

Il test del bicchiere d’acqua dice davvero qual è la porosità?

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Il test del bicchiere è probabilmente il metodo più conosciuto online: consiste nel mettere un capello in un bicchiere d’acqua e osservare se galleggia, rimane sospeso o affonda.

Il problema è che questo risultato non dovrebbe essere utilizzato da solo per classificare la porosità della propria chioma.

Il comportamento di un singolo capello nell’acqua può essere influenzato da diversi fattori, tra cui le condizioni della superficie della fibra e la presenza di residui. Inoltre, una singola ciocca non rappresenta necessariamente l’intera chioma: le punte possono avere caratteristiche diverse dalle radici e i capelli trattati possono comportarsi diversamente dalla ricrescita.

La ricerca scientifica sulla fibra capillare utilizza metodi strumentali molto più complessi per studiare assorbimento dell’acqua, struttura e porosità. Questo è un ulteriore motivo per considerare il test del bicchiere come un metodo casalingo indicativo, non come una misurazione precisa della porosità.

Come interpretare insieme tutti i segnali per capire la porosità dei capelli?

A questo punto puoi evitare l’errore più comune: scegliere la propria porosità sulla base di un solo comportamento. Prova invece a mettere insieme le osservazioni.

Bassa porosità:

  • fanno fatica a bagnarsi;
  • tendono a rimanere umidi a lungo;
  • si appesantiscono facilmente con molti prodotti;

Porosità intermedia.

  • si bagnano abbastanza facilmente;
  • reagiscono in modo prevedibile ai prodotti;
  • mantengono abbastanza a lungo la morbidezza;

Maggiore porosità

  • si bagnano molto rapidamente;
  • tendono a perdere velocemente morbidezza;
  • diventano facilmente crespi con l’umidità;
  • presentano lunghezze particolarmente alterate dopo trattamenti chimici;

Queste associazioni sono orientative: non devono essere utilizzate per formulare una diagnosi sulla salute del capello.

La porosità può essere diversa tra radici e punte?

Sì, ed è uno dei motivi per cui osservare il comportamento dell’intera chioma è più utile che analizzare un singolo capello.

Le radici rappresentano la parte di fibra più recente, mentre le lunghezze e soprattutto le punte hanno accumulato nel tempo esposizione a lavaggi, spazzolatura, calore, raggi UV e trattamenti cosmetici.

Se hai capelli colorati o decolorati, potresti quindi osservare una differenza evidente tra la ricrescita e le lunghezze. I trattamenti chimici possono modificare la struttura della fibra e influenzarne la capacità di gestire acqua e umidità.

Per questo non è necessario trovare una risposta unica valida per ogni centimetro dei capelli. Puoi avere, per esempio, radici che si comportano in modo relativamente compatto e punte che risultano molto più secche e porose.

Come usare queste informazioni per capire la porosità dei capelli e scegliere la routine?

Una volta capito come si comportano i tuoi capelli, la porosità può diventare un criterio utile per scegliere texture e quantità di prodotto, senza trasformarsi in una regola rigida.

Se la chioma tende ad appesantirsi facilmente, può essere sensato iniziare con quantità ridotte e prodotti dalla texture leggera. Un leave-in come il fluido gel leggero anticrespo è pensato proprio per disciplinare i capelli senza appesantirli: la sua texture fluida e non untuosa è indicata per controllare il crespo, migliorare la pettinabilità e lasciare la chioma morbida e luminosa.

Se invece il problema riguarda soprattutto lunghezze crespe, trattate o sottoposte a decolorazione, può essere più utile inserire nella routine un trattamento condizionante più intensivo. La Maschera anticrespo disciplinante low pH è formulata per capelli crespi, trattati o danneggiati e viene applicata sulle lunghezze e sulle punte dopo lo shampoo. La formulazione a pH basso è pensata per favorire una superficie più compatta e una chioma più morbida, luminosa e disciplinata.

La scelta, quindi, non dovrebbe partire dalla domanda “ho i capelli ad alta porosità, quale prodotto devo comprare?”, ma da una domanda più concreta: come si comportano le mie lunghezze e di quale tipo di trattamento hanno bisogno?

Qual è il metodo più semplice per capire la propria porosità?

Se vuoi farti un’idea più precisa senza affidarti al solo test del bicchiere, osserva i capelli per alcuni lavaggi consecutivi.

Durante il lavaggio guarda come assorbono l’acqua. Dopo averli lavati, nota quanto impiegano ad asciugarsi. Quando applichi balsamo, maschera o leave-in, osserva se la chioma tende ad assorbire facilmente il prodotto oppure ad appesantirsi. Infine, confronta il comportamento dei capelli nelle giornate asciutte e in quelle umide.

Non cercare un singolo segnale decisivo: cerca uno schema che si ripete.

È proprio la combinazione di questi comportamenti a rendere più utile la valutazione della porosità. Se, invece, il capello è stato sottoposto recentemente a decolorazioni, stirature o altri trattamenti chimici, considera anche che le sue caratteristiche possono essere cambiate rispetto alla fibra naturale.

Quale prodotto scegliere se i capelli sono crespi e difficili da gestire?

Se dalle tue osservazioni emerge soprattutto una difficoltà a mantenere morbidezza e controllo del crespo, puoi orientarti verso una routine che lavori sulla gestione cosmetica della fibra senza basarti esclusivamente sulla classificazione della porosità.

Per capelli che tendono al crespo e hanno bisogno di essere disciplinati senza una texture pesante, scopri il Fluido Gel Anticrespo Nutriente, un trattamento leave-in leggero da distribuire su lunghezze e punte, utile per migliorare pettinabilità, morbidezza e luminosità.

Conclusione

Per capire la porosità dei capelli non serve affidarsi a un unico test. Il metodo più utile è osservare come la chioma si comporta con l’acqua, durante l’asciugatura, a contatto con i prodotti e in presenza di umidità.

Il test del bicchiere può essere un esperimento curioso, ma non è sufficiente per descrivere una chioma intera. Le caratteristiche della fibra possono inoltre variare tra radici e punte e cambiare nel tempo, soprattutto dopo trattamenti chimici o altre sollecitazioni.

La porosità va quindi considerata come una chiave di lettura del comportamento del capello, non come un’etichetta rigida. Più che chiederti semplicemente “che porosità hanno i miei capelli?”, osserva quali segnali si ripetono: saranno questi a indicarti meglio come gestire acqua, prodotti e routine quotidiana.

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Perché i capelli diventano crespi con l’umidità?

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