Il pH del cuoio capelluto è diventato uno degli argomenti più discussi nel mondo dell’haircare. Sempre più shampoo riportano diciture come pH fisiologico, pH bilanciato o formula acidificante, mentre sui social si diffondono consigli spesso privi di basi scientifiche.
Ma quanto c’è di vero? Uno shampoo più acido è davvero migliore? I prodotti senza solfati rispettano automaticamente il pH della cute? Lavare spesso i capelli altera davvero il loro equilibrio naturale?
La realtà è molto più complessa. Il pH rappresenta un fattore importante per il benessere del cuoio capelluto, perché contribuisce a mantenere la barriera cutanea, il film idrolipidico e il microbioma in equilibrio. Tuttavia, è solo uno degli elementi che determinano la qualità e la delicatezza di uno shampoo.
In questo articolo analizziamo i principali miti sul pH di capelli e cuoio capelluto, spiegando cosa confermano le evidenze scientifiche e quali credenze è meglio abbandonare per scegliere i prodotti in modo più consapevole.
Mito o Realtà? Facciamo chiarezza sul pH di shampoo e capelli
Mito 1: “Più uno shampoo è acido, meglio è.”
❌ Falso.
Un pH leggermente acido è importante per rispettare l’equilibrio fisiologico del cuoio capelluto, ma non significa che uno shampoo con un pH molto basso sia automaticamente migliore.
Se il pH è eccessivamente acido potrebbe non essere adatto a tutte le esigenze della cute. Inoltre, la qualità di uno shampoo dipende dall’intera formulazione: tensioattivi, agenti condizionanti, ingredienti funzionali e sistema conservante sono tutti elementi che influenzano efficacia e delicatezza.
In altre parole, il pH è importante, ma rappresenta solo uno dei fattori da considerare.
Mito 2: “Gli shampoo senza solfati hanno sempre un pH migliore.”
❌ Falso.
La presenza o l’assenza dei solfati non determina il pH del prodotto.
I solfati sono semplicemente una categoria di tensioattivi detergenti. Il pH viene invece regolato separatamente durante la formulazione cosmetica.
È quindi possibile trovare:
- shampoo con solfati e pH fisiologico;
- shampoo senza solfati ma con un pH non ottimale.
Per scegliere un prodotto delicato è necessario valutare la formulazione nel suo complesso.
Mito 3: “Più schiuma produce uno shampoo, meglio pulisce.”
❌ Falso.
La quantità di schiuma non è direttamente collegata alla capacità detergente.
Molti shampoo delicati producono una schiuma meno abbondante rispetto ai detergenti più aggressivi, pur rimuovendo efficacemente sebo, impurità e residui di styling.
La schiuma è soprattutto una caratteristica sensoriale e non un indicatore della qualità del lavaggio.
Mito 4: “Lavare spesso i capelli altera sempre il pH.”
⚠️ Dipende.
Lavare frequentemente i capelli non è necessariamente dannoso.
Ciò che conta è il tipo di shampoo utilizzato e le caratteristiche della propria cute.
Chi ha una cute molto grassa potrebbe trarre beneficio da lavaggi frequenti con uno shampoo delicato, mentre utilizzare detergenti molto aggressivi potrebbe alterare il film idrolipidico indipendentemente dalla frequenza dei lavaggi.
Non esiste quindi un numero di lavaggi valido per tutti.
Mito 5: “Uno shampoo alcalino rovina sempre i capelli.”
⚠️ Dipende dal suo utilizzo.
Nella normale routine quotidiana è preferibile utilizzare prodotti formulati con un pH vicino a quello fisiologico della cute.
Esistono però trattamenti professionali, come colorazioni permanenti e decolorazioni, che richiedono volutamente un ambiente alcalino per aprire la cuticola del capello e permettere l’azione degli ingredienti tecnici.
In questi casi l’alcalinità è una caratteristica necessaria del trattamento e viene normalmente seguita da prodotti acidificanti che aiutano a ristabilire l’equilibrio della fibra capillare.
Mito 6: “Il pH influisce solo sul cuoio capelluto.”
❌ Falso.
Il pH influisce sia sulla cute sia sul capello.
Sul cuoio capelluto contribuisce al mantenimento del microbioma, del film idrolipidico e della barriera cutanea.
Sul capello influenza invece lo stato della cuticola.
Quando il pH è leggermente acido, le cuticole tendono a rimanere più compatte. Questo si traduce generalmente in capelli più luminosi, morbidi e meno soggetti all’effetto crespo.
Mito 7: “Se ho i capelli grassi devo usare lo shampoo più sgrassante possibile.”
❌ Falso.
Uno shampoo eccessivamente aggressivo può rimuovere gran parte del film idrolipidico naturale.
Come risposta, il cuoio capelluto può aumentare la produzione di sebo nel tentativo di ricostruire la propria barriera protettiva.
Per questo motivo, in molti casi, scegliere uno shampoo equilibrato e rispettoso del pH fisiologico può risultare una strategia più efficace rispetto a detergenti estremamente sgrassanti.
Cosa dice la ricerca?


Le più recenti evidenze scientifiche confermano che la salute del cuoio capelluto dipende dall’equilibrio tra diversi fattori biologici, tra cui il pH, il film idrolipidico, la barriera cutanea e il microbioma.
Le formulazioni cosmetiche moderne non puntano più a detergere in modo aggressivo, ma a rispettare questo ecosistema, preservandone il naturale equilibrio. Un pH fisiologico favorisce infatti il mantenimento della funzione barriera e crea un ambiente più favorevole per il microbiota residente, riducendo il rischio di alterazioni della cute.
Per questo motivo, nella scelta di uno shampoo o di un trattamento, è consigliabile non fermarsi a un singolo parametro come il pH, ma valutare l’intera formulazione e adottare una routine adatta alle esigenze della propria cute. I prodotti di Natù sono sviluppati proprio con questo approccio: formulazioni professionali pensate per detergere e trattare la cute rispettandone l’equilibrio fisiologico, attraverso routine specifiche per cute grassa, forfora, capelli secchi e altre esigenze, senza ricorrere a una detergenza eccessivamente aggressiva.
Domande frequenti sul pH del cuoio capelluto
Qual è il pH ideale di uno shampoo?
Non esiste un valore perfetto valido per tutti gli shampoo, perché dipende dal tipo di prodotto e dalla sua funzione. Tuttavia, per l’uso quotidiano, gli shampoo formulati con un pH compreso tra 4,5 e 5,5 sono generalmente considerati i più adatti a rispettare il pH fisiologico del cuoio capelluto.
Un pH leggermente acido aiuta a mantenere integra la barriera cutanea, protegge il film idrolipidico e contribuisce a preservare l’equilibrio del microbioma. Per questo motivo molti shampoo professionali e dermatologici vengono formulati proprio in questo intervallo.
Gli shampoo senza solfati hanno un pH diverso?
Non necessariamente.
È frequente pensare che uno shampoo senza solfati abbia automaticamente un pH più delicato, ma in realtà sono due caratteristiche indipendenti.
I solfati sono tensioattivi detergenti, mentre il pH misura l’acidità o l’alcalinità della formulazione. Uno shampoo senza solfati può avere un pH acido, neutro o leggermente alcalino, così come uno shampoo con solfati può essere formulato con un pH fisiologico.
Quando si sceglie uno shampoo è quindi importante valutare l’intera formulazione e non basarsi esclusivamente sulla presenza o assenza dei solfati.
Il pH influisce sui capelli colorati?
Sì.
Durante i trattamenti di colorazione e decolorazione vengono utilizzati prodotti con un pH alcalino, necessario per aprire la cuticola del capello e permettere ai pigmenti di penetrare nella fibra.
Dopo il trattamento è utile utilizzare shampoo e maschere con un pH leggermente acido, che aiutano la cuticola a richiudersi, migliorano la luminosità dei capelli e contribuiscono a preservare più a lungo il colore cosmetico.
Per questo motivo molti prodotti dedicati ai capelli colorati vengono formulati con un pH vicino a quello fisiologico.
Come posso sapere il pH del mio shampoo?
Purtroppo il valore del pH non è obbligatorio in etichetta e molti produttori non lo riportano sulla confezione.
Se desideri conoscerlo puoi:
- consultare la scheda tecnica del prodotto, se disponibile;
- contattare direttamente il produttore;
- utilizzare apposite cartine tornasole o un pH metro elettronico, strumenti che permettono di misurare il pH di una soluzione.
È importante ricordare che conoscere il pH è utile, ma non basta da solo per valutare la qualità di uno shampoo. Anche la scelta dei tensioattivi, degli agenti condizionanti e degli ingredienti funzionali influisce sulle prestazioni e sulla delicatezza del prodotto.
Tabella del pH dei principali prodotti per capelli
Qual è il pH dei principali prodotti per capelli?
La tabella seguente mostra i valori approssimativi di pH dei principali elementi e prodotti utilizzati nella cura dei capelli. I valori possono variare leggermente in base alla formulazione e al produttore.
| Prodotto | pH indicativo | Effetto su cute e capelli |
|---|---|---|
| Acqua distillata | 7,0 | Neutra, non altera significativamente il pH se utilizzata occasionalmente. |
| Acqua di rubinetto | 6,5 – 8,5 | Il pH varia in base alla zona e al trattamento dell’acqua. |
| Cuoio capelluto sano | 4,5 – 5,5 | Ambiente fisiologico che favorisce il microbioma e la funzione barriera. |
| Capello sano (cuticola) | 3,7 – 5,5 | La leggera acidità aiuta a mantenere la cuticola compatta e liscia. |
| Shampoo delicato / professionale | 4,5 – 5,5 | Rispetta il pH fisiologico della cute ed è indicato per l’uso frequente. |
| Shampoo purificante intenso | 5,5 – 6,5 | Può avere un’azione detergente più intensa; la formulazione resta il fattore decisivo. |
| Balsamo e maschera | 3,5 – 4,5 | Favoriscono la chiusura della cuticola, migliorando morbidezza e lucentezza. |
| Colorazione permanente | 9 – 10 | Ambiente alcalino necessario per aprire la cuticola e permettere la penetrazione dei pigmenti. |
| Decolorante | 10 – 11,5 | Molto alcalino; apre fortemente la cuticola per consentire la rimozione della melanina. |
| Trattamento acidificante post-colore | 2,5 – 4,0 | Aiuta a riequilibrare il pH e a richiudere le cuticole dopo il trattamento tecnico. |
Nota: I valori riportati sono indicativi e possono variare in base alla formulazione del prodotto. Il pH è uno dei fattori che influenzano la salute del cuoio capelluto, ma non è l’unico parametro da considerare nella scelta di uno shampoo o di un trattamento cosmetico.
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