Spedizione gratuita in Italia per ordini superiori a €50 🚚

Perché Fanno Male le Radici dei Capelli? Cause della Tricodinia e Quando Preoccuparsi

Capita di toccare i capelli e sentire dolore alla radice, fastidio quando si appoggia la testa sul cuscino oppure una sensazione di bruciore o tensione apparentemente senza una causa evidente. In questi casi viene spontaneo dire che “fanno male i capelli”, ma il dolore non proviene dal fusto del capello: la sensazione nasce dalle strutture innervate del cuoio capelluto e dell’area follicolare.

Questa condizione può essere descritta con il termine tricodinia, utilizzato in dermatologia per indicare una sensazione dolorosa, di bruciore o di disagio localizzata al cuoio capelluto, spesso osservata in associazione a problemi di caduta dei capelli. Tuttavia, è importante fare una distinzione: la tricodinia non identifica da sola una malattia specifica e non permette di stabilire quale sia la causa del dolore. Gli studi disponibili mostrano infatti che il sintomo può comparire in situazioni diverse e che non esiste una correlazione semplice tra intensità del dolore e quantità di capelli persi.

1. Perché i capelli possono fare male alla radice?

Quando si parla di “dolore alle radici dei capelli”, in realtà si sta descrivendo una sensazione proveniente dal cuoio capelluto. Il follicolo pilifero è inserito nella pelle ed è circondato da strutture nervose e vascolari; per questo l’area può percepire stimoli meccanici, termici e dolorosi.

Il dolore può manifestarsi in modi diversi. Alcune persone descrivono una sensazione di indolenzimento o tensione, altre parlano di bruciore, pizzicore o dolore al semplice contatto. In alcuni casi la sensazione è localizzata in una zona precisa della testa, mentre in altri interessa aree più estese.

La letteratura dermatologica distingue inoltre la tricodinia dalla più ampia condizione definita cuoio capelluto sensibile, nella quale possono comparire dolore, bruciore, prurito o formicolio anche in assenza di alterazioni cutanee evidenti. Una revisione dedicata al cuoio capelluto sensibile sottolinea proprio come i sintomi possano essere soggettivi e come la cute possa apparire normale oppure presentare un certo grado di arrossamento.

Questo significa che un cuoio capelluto dolorante non deve necessariamente presentare ferite, croste o un’infiammazione visibile. Allo stesso tempo, l’assenza di segni evidenti non significa che il sintomo debba essere ignorato, soprattutto quando è persistente o associato ad altri cambiamenti.

Un aspetto particolarmente importante riguarda la caduta dei capelli. La tricodinia è stata studiata soprattutto in persone che si rivolgevano al dermatologo per un problema di alopecia. In uno studio condotto su 403 pazienti, il dolore del cuoio capelluto è stato riferito dal 20% delle donne e dal 9% degli uomini. Gli autori hanno però osservato che il sintomo non permetteva di distinguere la causa della perdita dei capelli e non era correlato in modo diretto all’attività quantitativa della caduta.

Per questo motivo, sentire dolore alla radice non significa automaticamente avere un problema di caduta dei capelli.

Se insieme al dolore ti preoccupa anche la caduta dei capelli, puoi approfondire il tema nella nostra guida Cosa fa crescere i capelli?, dedicata ai principali fattori che influenzano il ciclo di crescita del capello.

2. Tricodinia: cos’è davvero?

La parola tricodinia viene utilizzata per descrivere una sensazione dolorosa del cuoio capelluto, spesso associata alla percezione di dolore o fastidio in corrispondenza dei capelli.

Il termine è stato inizialmente collegato soprattutto alle persone con perdita diffusa dei capelli. Nel tempo, però, gli studi hanno mostrato un quadro più complesso. La tricodinia è stata osservata sia nel telogen effluvium sia nell’alopecia androgenetica e può comparire anche insieme ad altri disturbi della sensibilità del cuoio capelluto.

Un punto interessante è che le prime ipotesi scientifiche avevano attribuito un ruolo importante all’infiammazione intorno al follicolo. Le ricerche successive, però, non hanno confermato una relazione così semplice. Una revisione del 2021, per esempio, riporta che gli studi disponibili non hanno dimostrato una correlazione tra tricodinia e quantità misurabile di caduta dei capelli né evidenze istopatologiche sufficienti a dimostrare un’infiammazione follicolare come spiegazione universale del sintomo.

Questo è un dettaglio importante perché permette di evitare uno dei luoghi comuni più diffusi nel mondo hair care: dolore alla cute non significa necessariamente “infiammazione del follicolo”.

Tra le ipotesi attualmente considerate ci sono invece meccanismi neurosensoriali. Il cuoio capelluto possiede una fitta rete di terminazioni nervose e, nelle condizioni di sensibilità aumentata, alcuni stimoli normalmente tollerabili possono essere percepiti come fastidiosi o dolorosi. La ricerca sul cuoio capelluto sensibile ha preso in considerazione anche il possibile coinvolgimento dei canali TRP, strutture presenti sulle fibre nervose coinvolte nella percezione di stimoli termici e dolorosi.

Non esiste quindi una singola spiegazione valida per tutte le persone che avvertono dolore alle radici. La tricodinia è meglio considerata come un sintomo da interpretare nel contesto, non come una diagnosi definitiva.

3. Capelli raccolti, code e acconciature strette possono causare dolore?

Sì, e in questo caso esiste una relazione molto più concreta tra stimolo meccanico e sintomo.

Una coda molto stretta, uno chignon tirato, trecce particolarmente aderenti o altre acconciature che esercitano una trazione continua possono provocare tensione sulle strutture del cuoio capelluto. Il dolore o il bruciore dopo aver raccolto i capelli possono essere quindi un segnale che l’acconciatura sta esercitando una forza eccessiva.

Questo aspetto è particolarmente importante perché il dolore può comparire prima che siano evidenti segni di perdita dei capelli. Nella trazione prolungata, infatti, possono svilupparsi forme di alopecia da trazione, cioè una perdita di capelli associata alla tensione meccanica ripetuta. Le fonti dermatologiche indicano tra i fattori di rischio code e chignon molto stretti, trecce, extension e altre acconciature che sottopongono ripetutamente i capelli e i follicoli a trazione.

Il dolore, il bruciore e la sensibilità dopo un’acconciatura non dovrebbero quindi essere considerati semplicemente il prezzo da pagare per mantenere una determinata pettinatura. Una revisione sulla prevenzione dell’alopecia da trazione identifica proprio il dolore dopo lo styling come uno dei possibili segnali precoci che possono indicare una tensione eccessiva.

Se il fastidio compare regolarmente dopo aver legato i capelli, la prima cosa da fare è ridurre la tensione. Cambiare posizione della coda, utilizzare acconciature più morbide e alternare i giorni in cui i capelli vengono tenuti raccolti può contribuire a diminuire lo stress meccanico.

La relazione diventa ancora più importante quando il dolore è accompagnato da arrossamento, piccoli rilievi o pustole, croste, capelli spezzati o un diradamento localizzato lungo l’attaccatura. In questi casi è opportuno non continuare a sottoporre la zona alla stessa trazione e far valutare il cuoio capelluto da un professionista.

4. Stress e sensibilità del cuoio capelluto

Il rapporto tra stress e cuoio capelluto è reale, ma va spiegato senza trasformarlo in una risposta universale.

Lo stress psicologico è stato indicato nella letteratura come uno dei possibili fattori in grado di scatenare o peggiorare alcuni sintomi del cuoio capelluto sensibile. In una revisione dedicata alla sensibilità del cuoio capelluto e alla tricodinia, lo stress emotivo viene infatti riportato tra i possibili fattori endogeni associati alla comparsa o all’aumento del disagio.

Anche gli studi sulla cosiddetta scalp dysesthesia, una condizione caratterizzata da dolore, bruciore, prurito o pizzicore cronico in assenza di reperti cutanei proporzionati ai sintomi, hanno osservato un possibile ruolo dello stress. In una delle prime descrizioni cliniche della condizione, 7 degli 11 pazienti studiati riferivano che lo stress scatenava o aggravava i sintomi.

Questo non significa che il dolore sia “solo psicologico”. È una distinzione fondamentale. La percezione del dolore è un processo biologico complesso nel quale sistema nervoso, pelle e stimoli esterni interagiscono. Una maggiore sensibilità nervosa può rendere percepibili come fastidiosi stimoli che normalmente non provocherebbero dolore.

La relazione può inoltre diventare circolare: un cuoio capelluto che fa male può aumentare preoccupazione e attenzione verso i capelli, mentre stress e disagio possono contribuire a rendere più intensa la percezione dei sintomi. Alcuni studi hanno effettivamente osservato una maggiore presenza di fattori psicologici in persone con tricodinia, ma questo non permette di affermare che lo stress sia la causa del dolore in ogni singolo caso.

Per questo, se il dolore compare durante un periodo particolarmente stressante, è ragionevole considerare lo stress come uno dei possibili fattori, senza però fermarsi a questa spiegazione se il sintomo persiste.

5. Quando il dolore può essere collegato a un problema della cute?

Il dolore alla radice dei capelli può essere un fenomeno transitorio e non indicare necessariamente una malattia. Diventa però più importante approfondirne la causa quando compare insieme ad altri segni.

Un cuoio capelluto dolorante associato a arrossamento, desquamazione importante, croste, pustole, prurito intenso, lesioni o perdita di capelli può richiedere una valutazione dermatologica. Diverse condizioni dermatologiche possono infatti provocare sintomi sul cuoio capelluto e alcune possono presentarsi inizialmente con manifestazioni poco specifiche.

Tra le condizioni che possono interessare il cuoio capelluto ci sono, per esempio, dermatite seborroica, psoriasi, dermatite da contatto e alcune forme di alopecia infiammatoria. La diagnosi non può essere stabilita semplicemente sulla base della sensazione di dolore: quando necessario, il dermatologo può utilizzare l’esame clinico e la tricoscopia per osservare in modo più dettagliato cute e follicoli.

Anche il rapporto con la caduta dei capelli merita attenzione. La tricodinia è stata osservata frequentemente in persone con telogen effluvium e alopecia androgenetica, ma il sintomo non è sufficientemente specifico per indicare quale tipo di alopecia sia presente.

È quindi importante non commettere l’errore opposto: né ignorare un dolore persistente, né interpretarlo automaticamente come un segnale di alopecia.

Se il dolore dura nel tempo, tende a peggiorare, compare senza una causa riconoscibile oppure è accompagnato da perdita di capelli, arrossamento, pustole, croste o altre alterazioni della pelle, è consigliabile rivolgersi a un dermatologo. Una valutazione professionale permette di distinguere una sensibilità del cuoio capelluto da una condizione dermatologica che richiede un trattamento specifico.

6. Come comportarsi quando il cuoio capelluto è dolorante?

Quando il cuoio capelluto è dolorante, la prima strategia non dovrebbe essere aggiungere molti prodotti, ma ridurre gli stimoli che potrebbero contribuire al fastidio.

Se il dolore è comparso dopo un’acconciatura particolarmente stretta, è utile sciogliere i capelli e lasciare che la cute non sia sottoposta a ulteriore trazione. Allo stesso modo, se la sensibilità compare dopo l’utilizzo di un prodotto specifico, è ragionevole sospenderlo e osservare l’evoluzione del sintomo.

Anche la detersione merita attenzione. La sensibilità del cuoio capelluto può essere influenzata da fattori esterni, tra cui prodotti cosmetici e shampoo, ma questo non significa che lavare i capelli sia di per sé dannoso. La frequenza corretta dipende dalle caratteristiche individuali della cute e dalla necessità di rimuovere sebo, sudore e residui.

Se il dolore o la sensibilità compaiono in una fase in cui la cute ha bisogno di una detersione più delicata, può essere utile scegliere uno shampoo adatto all’uso frequente. Bianco Latte Shampoo doccia delicato all’Aloe Vera, formulato con Aloe Vera, Altea e Calendula, è pensato per detergere capelli e cute con delicatezza.

Anche il modo in cui si lavano i capelli può essere importante. È preferibile evitare di graffiare energicamente la cute con le unghie e procedere con un massaggio delicato dei polpastrelli, risciacquando accuratamente il prodotto. Se il dolore è già presente, non è necessario aumentare la stimolazione meccanica della zona nel tentativo di “riattivare la circolazione”.

Infine, bisogna considerare la durata del sintomo. Un fastidio comparso dopo una coda molto stretta e risolto dopo aver sciolto i capelli è diverso da un dolore che persiste per settimane senza una causa apparente. Nel secondo caso, soprattutto se compaiono altri sintomi, è più utile cercare la causa piuttosto che continuare a modificare casualmente la propria hair care routine.

Quando preoccuparsi del dolore alle radici dei capelli?

Sentire dolore al cuoio capelluto non significa necessariamente che ci sia qualcosa di grave. La tricodinia e la sensibilità del cuoio capelluto possono manifestarsi anche in assenza di alterazioni cutanee evidenti e possono avere origini differenti.

Il sintomo merita però maggiore attenzione quando è persistente, ricorrente o associato ad altri cambiamenti, come una perdita di capelli evidente, arrossamento, desquamazione importante, pustole, croste o dolore intenso. In queste situazioni, una valutazione dermatologica è il modo più corretto per capire se si tratta di una sensibilità del cuoio capelluto, di un effetto della trazione o di una condizione dermatologica specifica.

La cosa più importante, quindi, è non cercare una spiegazione unica per tutti i casi. “Mi fanno male i capelli” descrive una sensazione, non una diagnosi. Capire da dove nasce quella sensazione è il primo passo per scegliere anche la routine cosmetica più adatta.

Fonti

Rebora A. Trichodynia: a review of the literature. International Journal of Dermatology, 2016.

Trüeb RM et al. Trichodynia Revisited. Dermatology, 2021.

Engin B et al. Sensitive Scalp and Trichodynia: Epidemiology, Etiopathogenesis, Diagnosis, and Management. 2023.

Willimann B et al. Hair pain (trichodynia): frequency and relationship to hair loss and patient gender. 2002.

Larrondo J, McMichael AJ. Traction Alopecia. JAMA Dermatology, 2023.

Billero V, Miteva M. Traction alopecia: the root of the problem. Clinical, Cosmetic and Investigational Dermatology, 2018.

Articolo precedente
Perché i capelli cadono dopo una dieta? Cause, tempi e cosa fare
Articolo successivo
Cute arrossata e che brucia dopo shampoo, phon o prodotti? Come capire cosa la sta irritando

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sblocca i segreti della bellezza naturale

Entra nel mondo Natù e scopri trattamenti naturali per capelli e skincare. Ricevi consigli esclusivi, novità sui prodotti e offerte speciali pensate per la tua routine di bellezza.

You have been successfully Subscribed! Ops! Something went wrong, please try again.